26 settembre 2011

tabù

I tabù sono quelle cose che dicono molto sulle persone. A volte anche su popolazioni intere.
Quando sono arrivato qui, all'Estero, mi è stato detto che il Popolo ha due grandi tabù: il voto espresso alle elezioni ed i soldi. Mi è stato spiegato che è cattiva educazione chiedere dello stipendio di qualcuno o del proprio orientamento politico. E se c'è qualche indizio, meglio tenerselo per sé. Ovviamente è consentito criticare il Presidente pubblicamente, poiché il diritto di lamentela è universalmente accettato.
Piano piano ho scoperto che in realtà questi tabù valgono forse soltanto per la classe più agiata, l'alta borghesia, eccezion fatta per i Bobo, i Borghesi Bohémiens. Fricchettoni altolocati per intenderci. Anche se con loro resta il tabù del denaro, dato che tendono a nascondere quanto possiedono. Parlare con i ragazzi della periferia è più umano: probabilmente si interessano poco alla politica ed i soldi non sono un problema dato che non ce ne sono. Mi sono stupito ed ho avuto un moto di compassione quando qualche settimana fa una ragazza mi disse, sussurando, quasi mi confidasse un segreto, che era una militante socialista. L'ho presa un po' in giro, ma forse non ha capito il vero motivo. Pazienza.
Al Paese invece i tabù sono altri, più umani. Penso al Padre ed alla sua impossibilità a parlare di Sesso: anni fa, quando ero ancora un adolescente, ma abbastanza vecchio da aver già cominciato a raccogliere le prime ciliegie, mi chiese:
"ma tu... ti masturbi?"
io risposi stupito: "Eh?"
e lui: "niente niente, più tardi".
Io sto ancora aspettando.

L'altro grande tabù nostrano è poi quello dell'Omosessualità. Non se ne parla abbastanza e quando lo si fa è spesso per criticare il comportamento "deviante", anche se immagino tanti membri della mia famiglia assolutamente pietrificati all'incontro con uno di questi "mostri".

Un altro segno distintivo del Paese è la Raccomandazione: guai a dire che si è stati sostenuti dall'assessore X per diventare spazzino comunale!
Legato al mondo del lavoro recentemente abbiamo instaurato un nuovo tabù, più per necessità che per pudore: il Posto Fisso. Ce ne parlava 3Δ, ministro dell'economia, qualche tempo fa: "Scordatevelo", ci disse.

Quale il senso di tutto ciò? Oggi posso dire di aver infranto TUTTI questi tabù, ne sono orgoglioso e ne rivendico il diritto.