We shall not cease from exploration,
and the end of all our exploring
will be to arrive where we started
and know the place for the first time.
(ha scritto qualcuno)
Durante i mesi portoghesi mi sono spesso chiesta il perchè dell'immobilità che percepivo.
Percepivo immobilità e percepivo il precipitarsi della situazione economica.
Due situazioni che camminavano ad un ritmo di intensità ben diverse, ma convivevano tranquillamente.
A Pisa, l'anno scorso, mi sono ritrovata una mattina di maggio a camminare per una quieta cittadina della civilissima Toscana in cui una decina di nuclei familiari hanno vissuto per giorni in mezzo alla strada, perchè sfrattati da un condominio sfitto che avevano occupato. Viveano per strada, accampati, in centro.Poteva essere giusto o sbagliato ciò che li aveva portati là, ma erano là. Sotto "finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente" di questa città.
Immobilità nell'aria.
Non se ne parlava molto, come se ci fosse poco da dire.
In fondo, delegare alla struttura dello "Stato di diritto" la propria sicurezza e le collettive sicurezze di una società, significa anche questo. Non dire molto.
Quest'anno a gennaio una mia cara amica ha fatto una delle scelte più coraggiose e belle cui abbia assistito. Ha mollato il suo meraviglioso paesino toscano ed è scesa armi, bagagli e soprattutto cuore in mano, nel "profondo sud". Quel sud di cui tutti ti parlano malissimo e benissimo. Perchè la gente è buona e però non ci sono opportunità.
La mia amica vive e lavora a Palermo, per una bella associazione di cui ho già scritto su queste pagine virtuali.Ogni volta che lo racconto a qualcuno (perchè la trovo una cosa grandiosa), resta stupito. Perchè questa migrazione all'incontrario?
A Gradisca, in provincia di Gorizia, sorge tetro uno dei tanti lager di questo paese. Il CIE. Un altro eccelso prodotto dello stato di diritto.
Perchè lo Stato deve. Controllare. Gestire.
A fianco ad esso, la sala d'attesa verso il nessun luogo, il CARA, centro per i richiedenti asilo.
Da molti mesi, un gruppo di persone senza grandi ONG alle spalle collabora con i residenti di questo luogo dell'incertezza per aprire loro le porte di un mondo che la legge e la paura delle persone tengono saldamente sprangate.
Perchè dedicare tanto tempo a dei non cittadini, a dei possibili futuri clandestini?
E perchè occupare case sfitte di proprietà di un ricco pisano (proprietario di altri immobili sfitti in città)violando la legge?
E perchè protestare contro l'Europa che salva le banche e annienta anni e anni di conquiste sociali (esisteva una volta lo stato sociale?)
E perchè noi, noi di ogni giorno noi senza missione sociale e senza miseria in agguato dietro il vicolo non possiamo permetterci di accettare che tutto questo è possibile?
Perchè il pensiero resta attaccato all'ordinario, al già esistente, al vuoto che c'è dietro parole che nascondono tutt'altra realtà?
Perchè una fede mistica e religiosa in ciò che c'era già e nessuna fiducia in quel che ci può essere?
Viene il tempo, arriverà per tutti di "decolonizzare l'immaginario", dice qualcun altro.
Una terrazza in città
7 ore fa

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