Qualche giorno fa ho letto dei referendum indetti per il mese di giugno su privatizzazione dell'acqua, ritorno all'energia nucleare e legittimo impedimento. Ho preso il numero di quella specie di consolato che esiste a Nantes per capire come fare a votare da qui. Nel caso in cui questo piano fallisca, e cioè mi sia impossibile esprimere la mia preferenza da qui, ho deciso di non andare a votare.
Ci ho pensato diversi giorni ed ho analizzato diversi scenari:
- i referendum passano: perfetto, nulla da dire;
- i referendum non passano perché non si raggiunge il quorum:
a) si verfica la stessa situazione del 1999, affluenza del 49,6% e quorum mancato per un pelo: mi dispiacerebbe, ma non avrei alcun rimorso. Il perché lo spiegherò più avanti;
b) si verifica la situazione degli ultimi 10 anni, affluenza compresa tra il 32 ed il 24%: ancor meno rimorso che nel caso precedente e stesse motivazioni sottostanti.
- i referendum non passano, ma si raggiunge il quorum: sarei disgustato e l'affare contribuirebbe a rafforzare le motivazioni che mi impediscono di sentire rimorsi di non partecipazione.
Arrivo dunque al punto e spiego perché la mia coscienza non risentirebbe del mio eventuale astensionismo:
mettiamola sul piano economico: per fare l'andata/ritorno nel mio paesello natale dovrei spendere circa 200€, acquistando i biglietti nel giro di qualche giorno. Il prezzo aumentarà con il passare del tempo. Non prendo in considerazione il mio prezioso tempo, che sarebbe sprecato a bordo di treni maleodoranti attraverso la penisola italiana e su aerei detti "a basso costo", ma sui quali una bottiglia d'acqua può costare fino a 5€. Non considero nemmeno lo stress che deriverebbe da uno spostamento fisico quantificabile in migliaia di kilometri. Atteniamoci dunque ai 200€.
Nel caso a), sarei contento di aver risparmiato questi soldi perché un popolo che crede di avere la vittoria in tasca, ma poi se ne va a pesca la domenica, non vale così tanto.
Nel caso b), non solo la mia presenza sarebbe stata inutile, ma mi avvelenerebbe il sangue: possibile che attorno a questioni così importanti ed un malcontento talmente diffuso (soi-disant dicono i francesi, che si crede tale è la brutta traduzione italiana), soltanto un elettore su tre abbia mosso il culo per farsi una passeggiata fino al seggio? È questo un popolo che merita i miei sforzi? Neanche rispondo.
Nel caso c), non solo non avrei alcun rimorso, ma lancerei un ultimatum a questa specie di Paese: concedo 4 anni per farmi cambiare idea su una mia eventuale naturalizzazione (tanto mi manca per poter diventare cittadino francese), sapendo che nei prossimi quattro anni avremo elezioni politiche, presidenziali e regionali. Le occasioni quindi non mancano, quindi Italia, non buttarle nel cesso come fai d'abitudine.

il 15 luglio c'è goran bregovic a ts,il 14 luglio tu sai cosa.un dramma.
RispondiEliminaci sono 24h tra l'una e l'altra cosa. puoi farcela.
RispondiElimina