Nella guida galattica per venditori motivati, casa mia è segnata con una gigantesca x (nonchè una G per Gonzi, ma questo non riguarda me personalmente ma altri membri della famiglia,fortemente dipendenti dallo shopping compulsivo).
Poco importa che essa si trovi in un paese molto poco conosciuto, in una provincia - diciamolo pure- sconosciuta e in una regione che il 65 % degli italiani fa coincidere a turno con il Veneto, il Trentino Alto Adige o la parte meridionale della Carinzia (da cui la domanda sempre molto attuale Ma lo parlate ancora il tedesco?, in fondo gli Asburgo si levarono di culo solo 97 anni fa, anno più anno meno).
Loro, i venditori motivati, dilettanti allo sbaraglio o semplicemente (più probabilmente) gente che non ha trovato di meglio nel gratificante mercato del lavoro italiano, riescono sempre a trovarci.
Oggi, nell'ordine, si presentano alla mia porta di studentessa non frequentante:
- Un rappresentante della Folletto. Mitico! Non avevo mai avuto la possibilità di vederne uno da vicino, pensavo addirittura fosse una specie in via d'estinzione, tipo l'arrotino.
Invece no, esistono ancora. E guarda la fortuna, sanno addirittura dove abito.
Elegante la maniera in cui si intrufola in casa (pessimi i miei riflessi, nel caso uno stupratore/rapinatore/terrorista del Burmini si presentasse davanti a me) e si guarda intorno - lo so, il pavimento fa schifo e avrebbe proprio bisogno di un'aspirata Folletto-.
Gli dico subito che non è aria (ed è vero), e che non siamo interessati a comprare nulla.
E lui risponde :- Beh ma io non sono qui per vendere!
Capito? Un mago. Un genio. Un folletto. Lui non è qua per vendere. E' qua per chiacchierare con me, per sentire a che punto è il mio studio dei sistemi politici comparati e se sono in grado di dirgli cosa si intende per democrazia competitiva, è un filantropo, un cultore della chiacchiera tra sconosciuti.
Però siccome io sono una stronza sociopatica, lo conduco gentilmente alla porta.
- L'uomo Bofrost. Con lui c'è un vecchio conto in sospeso, date le pessime e di cattivo gusto avances che mi ha fatto un mesetto fa, conquistandosi il premio della conversazione più idiota del mese da me personalmente intrattenuta per smontare i suoi doppi sensi.
Con lui non c'è molto da dirsi, se vivessi di alghe e dovessi dipendere dalle importazioni giapponesi forse al momento i surgelati sarebbero la mia unica fonte di alimentazione, ma siccome non è così, que se vayan todos, gli ometti vestiti di blu e rosso.
- la donna delle consegne che ha un pacchetto della Bonprix, erede della Vestro, per chi ha una memoria risalente ai mitici anni 80. Tutto sommato un incontro piacevole, a parte i 70 euri che devo sganciarle in cambio di chissà quale meraviglioso vestito che gli altri membri della famiglia non potevano evitare di regalarsi. Parentesi: ora le consegne le firmi direttamente su quel loro telecomando/pos/multiuso, con la pennina elettronica o che so io.
Io che sono rimasta donna del 900, ho fatto una firma talmente riconoscibile che se facevo firmare il gatto con l'impronta della zampa era uguale.
Finita la sarabanda delle visite gradite, cominciano a squillare i telefoni.
Che se uno potesse identificare le chiamate si risparmierebbe tante chiacchiere, ma tant'è...
- chiama l'uomo della Bofrost, che non può proprio stare lontano da me. Gli dico che mia madre è in vacanza e lui ci annuncia che tornerà il 1 aprile, oh my god che dispiacere, io sarò a prendere il sole in Sicilia.
- chiama una tizia di una non meglio precisata azienda che vende cose non meglio precisate ma sicuramente indispensabili.Non avevo dubbi. Mi spaccio per la Signora, con pessimi risultati dato che pare si fossero già parlate (perchè non sono stupita ?!) e taglio corto con un piglio di nervosismo (autentico) dicendo che non ho tempo.
Ed erano solo le 13.
Una terrazza in città
7 ore fa

sei la mia casalinga preferita!
RispondiEliminacom'è possibile che tutto ciò non sia vietato? è dal 2004 che bazzico oltre le Alpi e non mi è MAI capitato niente del genere.
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