31 dicembre 2010
Il dramma
No non è uno di quei casi in cui te la tiri, ti fai pregare un pò e poi dici massi vengo.
E' che io proprio il Capodanno non lo sopporto.Intanto perchè cade una settimana esatta dopo Natale,altra festa insulsa che se la gioca, e ancora non mi sono ripresa.
Poi perchè odio i botti.Anzi mi fanno una paura estrema. Ho difficoltà anche a prendere in mano le stelline filanti,ma ultimamente almeno questa l'ho superata.
Avevo deciso tempo addietro di trovarmi a Bologna con la M., di perdere conoscenza insieme e collassare a casa di A.,che ci lasciava la casa.Solo che c'è sempre una partenza incombente tra due giorni, i soldi, gli esami blablala.
Così avevo optato per una festa tranquilla, con persone tranquille, di modo da poter dire ciao a tutti alle due e trovarmi nel mio caldo caldo lettino.Ma sono stata investita da una corrente di nausea, e anche se oggi mi sono svegliata tutto sommato in condizioni migliori, il mio corpo aveva già deciso che da questo letto non si sarebbe staccato.Che diciamoci la verità, senza alcool partecipare a tutto questo è completamente insano per qualsiasi persona dotata di un pò di senno.
E' il primo capodanno in 25 anni che passo a casa, credo.
E non è proprio un dramma, nonostante si siano susseguite varie telefonate preoccupate, ed entrambi i due anziani genitori si siano inerpicati fin nelle mie stanze per sapere che programmi avessi per la serata.
Per questa notte,già iniziata, per cui un sacco di gente ha tantissime aspettative, prende aerei ,cucina tutto il giorno ecc.
E invece io mi addormenterò presto e nelle ore in cui l'ubriachezza molesta esploderà e i più sobri penseranno già a quale sarà il loro primo status su facebook del 2011, io sarò in fase REM.E quando mi sveglierò,sarà tutto passato. Sarà il primo giorno dell'anno,tra l'altro anniversario un pò triste per la mia famiglia.
Il primo giorno dell'anno è quello che preferisco. Passeranno altri 364 giorni prima di questa stressante tarantella del Si fa , Non si fa, Vieni, Perchè? ecc.
Buon Capodanno a voi.
30 dicembre 2010
Abbiocco
In principio doveva essere un post carico di contenuti.
Ma ho sonno e ho mangiato troppe crocchette di patate della Bofrost e la prospettiva di avere mille cose da fare entro domenica mi sbatte ancor di più.
E' anche un pò colpa della mia amichetta cascinese, ma sono contenta contenta di averla vista.
Cerchiamo di metter su un pò di carne pero!
29 dicembre 2010
27 dicembre 2010
Fine di un ciclo
Chi scrive è in un momento di ristrettezza economica strutturale. Nel senso che comunque non passerà.
E' anche stufa di stare in paranoia leggendo gli ingredienti dei prodotti già citati. Che i parabeni fanno male, l'alluminio fa male...ecc.ecc.
Quindi ho deciso di seguire i consigli di tante blogger più quotate di noi. Che usano il bicarbonato.
Avete mai visto i capelli di un bambino?
Sono belli,lucidi e puliti. I bambini si lavano i capelli una volta a settimana, ed è tanto. A parte J, solitamente i bambini non amano il momento della pulizia.
Come si spiega il fatto che queste creature abbiano capelli molto più a posto di una che invece se li lava quasi ogni giorno?
Lo sappiamo.I capelli si abituano allo shampoo, lo shampoo rende dipendenti i nostri capelli. E' un circolo vizioso. Aggiungiamo poi lo stress del phon, ecc. ecc. Una rovina.
Io da oggi scelgo bicarbonato. Faccio un tentativo, se non altro. Sgrassare i capelli e farli disamorare dello shampoo non è immediato.Ma io insisto.
Ciao ciao amici shampoo. Forse solo qualche prodottino Lush sfiorerà ancora la mia capoccia.
But nothing else.
25 dicembre 2010
22 dicembre 2010
Il paese delle scimmie
(citazione gramsciana, datata 1921)
Cronaca di un'altra bella giornata di democrazia: l'emerito [idiota] presidente del Senato Schifani stravolge il regolamento parlamentare imponendo ai senatori appartenenti a gruppi parlamentari che hanno esaurito i "minuti" (ma che è una promozione della Wind?) di presentare il proprio dissenso solo per via scritta. Quindi zero dichiarazioni di voto. Quindi devi trovare un modo di scrivere il tuo dissenso per ogni singolo articolo/emendamento e nel frattempo votare.
Seguito della discussione del disegno di legge:
(1905-B) Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (ore 16,41)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1905-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.
LEGNINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, vorrei fare una breve richiesta. Lei, poco fa, in occasione dello scambio di auguri, ha dichiarato che le opposizioni fanno legittimamente - e la ringrazio per questa espressione -...
PRESIDENTE. Nel rispetto del Regolamento, intendevo dire.
LEGNINI (PD). ...fanno legittimamente ostruzionismo e il Senato proseguirà i lavori ad oltranza...
PRESIDENTE. Nel rispetto del calendario.
LEGNINI (PD). Sì, stasera fino a mezzanotte e poi domani. Le faccio una richiesta di chiarimento e le chiedo una precisazione, che tuttavia è utile che rimanga agli atti del Senato, trattandosi di una questione di tutta evidenza. La conseguenza logica della situazione determinatasi non è che l'opposizione ha deciso di fare ostruzionismo e quindi si va ad oltranza, bensì che il Governo e la maggioranza si rifiutano di fare ciò che qualunque Parlamento del mondo, libero e normale, dovrebbe fare (Applausi dal Gruppi PD e IdV), vale a dire correggere un errore, un pasticcio, per cui l'opposizione, per non consentire che Regolamento e Costituzione vengano calpestati, è costretta a ricorrere a detti strumenti.
È questa la conseguenza logica, signor Presidente, altrimenti sembra che l'opposizione d'un tratto, alla vigilia di Natale, sia impazzita e abbia posto in essere l'ostruzionismo per non consentire alla maggioranza di approvare il provvedimento in esame. Non è così. L'ha detto la presidente Finocchiaro questa mattina nel riferire i lavori della Capigruppo: «La maggioranza ha il diritto di fare la maggioranza e il Governo, il Governo», ma lei, signor Presidente, deve prendere atto di questo e - glielo chiedo unitamente ad un'altra richiesta - deve soprattutto domandare al Governo e ai Capigruppo di maggioranza di trovare una soluzione. Il problema è che non si vuole fare qualcosa che è doveroso fare! (Commenti dal Gruppo PdL) Perché si vuole negare l'evidenza? Perché non si provvede con gli strumenti che intende decidere la maggioranza e il Governo a fare una cosa normalissima, mettendo a rischio l'ulteriore esito di questo provvedimento?
Le chiedo sommessamente - e chiedo scusa per il tono di voce - di fare questo accertamento e soprattutto di esercitare i poteri regolamentari sollecitatori, di cui la signoria vostra dispone indiscutibilmente, affinché si raggiunga questo risultato. In tal modo concluderemo l'esame del provvedimento serenamente. Se, invece, per vostra decisione, del Governo e della maggioranza, ciò non sarà possibile, le devo chiedere cosa intende per prosecuzione «ad oltranza». Domani è convocata una seduta ad oltranza: significa fino alla vigilia di Natale, fino a Natale? (Commenti dal Gruppo PdL) Lo vogliamo sapere. È legittimo che ci venga detto cosa s'intende con l'espressione «ad oltranza», perché ci dobbiamo organizzare.
PRESIDENTE. Senatore Legnini, poiché vi era un'intesa ufficiosa tra maggioranza, opposizione e Presidente, che prevedeva che i lavori si concludessero con il voto finale entro le ore 14, cosa che non si è potuta verificare, il mio «ad oltranza» si riferisce sempre al mero rispetto del calendario. Il calendario - lo conosciamo tutti - prevede una notturna stasera e una seduta no stop domani, senza limiti di orario e interruzioni. Quando parlo di ostruzionismo, legittimo nel rispetto del Regolamento, non mi permetto di entrare nel merito della scelta di fare ostruzionismo, perché questa non compete alla Presidenza del Senato.
Anch'io sono stato Capogruppo di opposizione e a volte sono stato costretto a farlo, ma non compete alla Presidenza del Senato valutare la legittimità dei motivi che inducono l'opposizione a praticare l'ostruzionismo. La mia non voleva essere una critica - lungi da me -, ho parlato infatti di legittimo ostruzionismo, nel senso che viene realizzato nel rispetto del Regolamento. E a me interessa questo, che l'Assemblea agisca in maniera composta, come ora.
Vi sono stati una serie di interventi sul calendario, che ovviamente fanno parte di una tecnica ostruzionistica, dal momento che non si era mai verificato. Ho fatto parlare tutti e tutti si sono espressi con pieno rispetto e la compostezza che li contraddistingue. Ora, quindi, proseguiamo nel merito.
Senatore Legnini, lei mi deve dare atto che ho convocato la Conferenza dei Capigruppo alle ore 12, interrompendo una seduta, e le posso assicurare ‑ e la senatrice Finocchiaro e il senatore Belisario possono confermarlo ‑ che ho fatto di tutto, nei limiti delle mie possibilità, per cercare di trovare una soluzione, naturalmente cercando di mediare per una composizione. Non ci sono riuscito, ma io non sono né il Governo, né la maggioranza e ho il dovere, poi, di proseguire secondo un percorso.
(...)
FERRANTE (PD). Signor Presidente, l'approvazione del verbale ha certificato in maniera definitiva la sua decisione in merito a quello che è avvenuto ieri nel momento del tumulto. Come sa, il nostro Gruppo non ha condiviso la sua scelta, ma mi sembra evidente e lampante che la sua decisione ha comunque sconfessato, in maniera eclatante, il modo in cui la presidente Mauro ha scelto di condurre i minuti in cui si è verificato il tumulto. Francamente, a valle di una sconfessione così evidente, mi sarei aspettato dalla sensibilità della presidente Mauro che lei stessa offrisse le dimissioni.
PRESIDENTE. Senatore Ferrante, non introduciamo questi argomenti. Un verbale non è una sentenza.
FERRANTE (PD). Non è una sentenza, ma è un evidente sconfessione dell'operato. Mi chiedo come la presidente Mauro possa continuare a presiedere quest'Aula dal momento che non gode più della fiducia del Presidente, oltre che della nostra.
PRESIDENTE. Non interpreto così la situazione e non interpreto il verbale come una sentenza. È un'esigenza di maggior chiarezza, rispetto alla quale io, in spirito collaborativo con l'opposizione, ho dato la mia disponibilità.
FERRANTE (PD). Mi lasci concludere. Visto che la Presidenza non ritiene... (Il microfono si disattiva automaticamente).
(...)
FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, stiamo parlando e discutendo dell'articolo 12, che è importante e di cui abbiamo condiviso il principio nel testo approvato dal Senato. Si stabilisce che, per quanto riguarda le risorse che lo Stato dà alle università non statali, sia prevista una quota premiale non superiore al 20 per cento. Fin qui va tutto bene, nel senso che è giusto che università prestigiose, come la Bocconi, la LUISS, la Cattolica, partecipino anch'esse alla distribuzione delle risorse in base a un premio riconosciuto per la loro eccellenza e qualità.
Ma al comma 3, che noi proponiamo di modificare, si prevede che dentro questa partita di università non statali siano immesse anche le università telematiche. Tutti sanno, come è stato detto molto bene da alcuni colleghi questa mattina, che nel nostro Paese le università telematiche non sono ancora in grado di raggiungere livelli di qualità accettabili, diciamoci la verità.
Con questo comma, così formulato, invece, si equiparano le università telematiche alle università prestigiose che ho citato prima, tra l'altro prevedendo delle eccezioni rispetto alla prima parte del comma, che recita così: «Le previsioni di cui al presente articolo non si applicano alle università telematiche». Fin qui va bene, noi condividiamo questa modifica che la Camera ha apportato.
Quello che non condividiamo è l'eccezione che si prevede nella seconda parte del comma che, secondo noi, apre dei canali di finanziamento assolutamente incontrollabili, temiamo anche molto clientelari - lo sottolineo - cosa che ci appare particolarmente grave soprattutto se pensiamo alla scarsità delle risorse che vengono destinate all'università nel suo complesso in questo momento.
Quindi, riteniamo del tutto inopportuno approvare il comma 3 dell'articolo 12 così come è stato formulato dalla Camera e proponiamo di modificarlo nel senso indicato dall'emendamento 12.3 che abbiamo presentato.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 12.3, presentato dalla senatrice Garavaglia Mariapia e da altri senatori, identico all'emendamento 12.300, presentato dai senatori Pistorio e Oliva.
Non è approvato.
(...)
Comunico ora che i tempi spettanti ai Gruppi di opposizione stanno per essere definitivamente esauriti. Pertanto, in conformità al parere della Giunta per il Regolamento del 12 novembre 1991 e alla successiva prassi conforme, d'ora in poi ai componenti dei Gruppi parlamentari che abbiano esaurito il tempo assegnato non potrà più essere concessa la parola, ferma restando la possibilità di porre ai voti gli ordini del giorno e gli emendamenti dai Gruppi stessi presentati. La manifestazione di volontà dei senatori di tali Gruppi in ordine agli strumenti in votazione - annunzio di voto, ritiro, appropriazione, aggiunta di firme, dissenso e così via - potrà allora essere fatta per iscritto. Ricordo a questo proposito i precedenti del 27 settembre 1995 (Presidenza Scognamiglio), del 6 dicembre 2007 (Presidenza Marini) e del 28 ottobre 2008 (Presidenza Schifani).
Questo è il mio comunicato e ad esso mi atterrò.
BAIO (PD). La senatrice Maraventano si è espressa utilizzando un linguaggio volgare ed improprio per l'Aula del Senato. Prega quindi la Presidenza di invitare la senatrice Maraventano ad utilizzare un linguaggio più consono. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Invita tutti i senatori ad utilizzare un linguaggio non offensivo per l'Aula.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Illustra l'emendamento 14.1, che propone la soppressione dell'ultimo periodo del comma 1, il quale prevede la possibilità di riconoscere crediti formativi agli studenti che abbiano conseguito successi nelle principali competizioni sportive.[aspetta aspetta, non mi ricorda un pò i bei tempi libro e moschetto fascista perfetto?]I crediti andrebbero riconosciuti unicamente per meriti di studio e di ricerca; sarebbe auspicabile una maggiore sensibilità su questo punto. (Applausi dal Gruppo PD).
(...)GIAMBRONE (IdV). Rileva l'impossibilità di recarsi ad aggiungere per iscritto la propria firma ad un emendamento e di partecipare contemporaneamente alla votazione di quello stesso emendamento.
PRESIDENTE. Si può prendere parte alla votazione e dopo recarsi ad aggiungere la propria firma. [sì, certo, poi fare un giro a Piazza di Spagna, scattare due foto,mangiare un gelato e tornare comodi comodi in Senato,che vuoi che sia!]
VITA (PD). Auspica l'approvazione dell'emendamento 14.3, volto a sopprimere una norma che rischia di creare un precedente inquietante, in quanto in futuro si potrà decidere di concedere crediti formativi per meriti acquisiti in molti altri campi.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 14.3.
PARDI (IdV). Il comma 1 dell'articolo 14, che prevede il riconoscimento di crediti formativi per i successi sportivi, è un tentativo grossolano e ridicolo di imitare quanto avviene nelle università americane.
(...)
BASTICO (PD). Mentre era in corso la votazione, il senatore Legnini stava consegnando la propria dichiarazione agli uffici e quindi non ha potuto votare. (Commenti dai banchi del PD).
PRESIDENTE. Bisogna considerare che nella precedente votazione la maggioranza è stata comunque schiacciante e che il senatore Legnini nelle prossime votazioni potrà consegnare la sua dichiarazione dopo aver esercitato il diritto di voto. (Vivaci proteste dai banchi del PD).
(...)
FINOCCHIARO (PD). La decisione di far consegnare per iscritto la dichiarazione di voto in dissenso, comporta una distorsione del procedimento legislativo, anche perché la Presidenza si trova a decidere l'esito delle votazioni senza conoscere le intenzioni di voto di alcuni componenti dei Gruppi. La maggioranza deve inoltre considerare che le prevaricazioni e le forzature procedurali non ne rafforzano l'autorevolezza e ne peggiorano l'immagine davanti al Paese. Considerando poi il numero cospicuo di emendamenti mancanti, anche consentendo interventi di un solo minuto per Gruppo, l'opposizione è in grado di impantanare la discussione dell'Assemblea. Pertanto il Gruppo, dimostrando grande senso di responsabilità e nonostante i gravi accadimenti delle ultime sedute, propone di arrivare alla votazione finale del disegno di legge intorno alle ore 13 di domani, disponendo la diretta televisiva dei lavori, per poter spiegare ai tanti italiani che hanno contestato la riforma universitaria le ragioni del proprio dissenso e le proposte alternative del Partito Democratico. Deve però essere chiaro che le discutibili decisioni assunte dalla Presidenza nelle ultime sedute non costituiscono in alcun modo precedente per il futuro svolgimento dei lavori del Senato. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Fosson).
Ecco cosa vuol dire fare ostruzionismo
Resoconto stenografico della seduta n.481 del 22/12/2010
RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente SCHIFANI (yeaaaaaaah)
La seduta inizia alle ore 16.03.
THALER AUSSERHOFER, segretario. Dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente. (Commenti del senatore Legnini).
LEGNINI (PD). A causa dell'estrema sintesi del processo verbale, non sono stati rappresentati alcuni aspetti decisivi per comprendere lo svolgimento della seduta. Propone pertanto di integrare il verbale, dando conto dei rilievi dell'opposizione in alcune fasi dell'iter legislativo e della reiterata richiesta di sospensione dei lavori durante i momenti più concitati.
PRESIDENTE. Nonostante il profilo sintetico del processo verbale sia previsto dal Regolamento, aderisce alle richieste di integrazione del senatore Legnini, vista la particolare delicatezza della seduta di ieri.
INCOSTANTE (PD). Gli atti di seduta non riportano l'invito del Presidente ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione durante la votazione dell'emendamento 6.21, che pure si può ascoltare chiaramente nelle registrazioni audio.
ADAMO (PD). Come si può ascoltare nella registrazione audio, durante la votazione dell'emendamento 6.24 il Presidente ha invitato i senatori ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione, ma tale richiesta non è riportata negli atti della seduta.
NEROZZI (PD). Nel processo verbale non viene indicato il presentatore dell'emendamento 6.310 e pertanto ne chiede l'integrazione.
ARMATO (PD). Gli atti della seduta non riportano l'invito del Presidente ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione durante la votazione dell'emendamento 6.29, che pure si può ascoltare nella registrazione audio della seduta.
DELLA SETA (PD). Negli atti della seduta non si dà conto dell'invito del Presidente ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione sull'emendamento 6.303, che invece si può ascoltare nell'audio della seduta.
PRESIDENTE. Concorda con le integrazioni proposte.
LUSI (PD). Nell'audio della seduta si può ascoltare l'invito del Presidente ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione sull'emendamento 6.307, ma negli atti della seduta tale richiesta non viene riportata: ne chiede pertanto un'integrazione.
PRESIDENTE. Gli atti della seduta saranno integrati nel senso indicato.
GHEDINI (PD). Chiede che negli atti della seduta venga indicato il nome del presentatore dell'emendamento 6.309 e l'invito della Presidenza ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione.
FERRANTE (PD). Nell'audio della seduta di ieri, che è stato ormai ascoltato da milioni di italiani, la Presidente ha invitato i senatori ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione sull'emendamento 6.27, ma ciò non risulta dagli atti della seduta.
VITA (PD). Nel resoconto della votazione dell'emendamento 6.26, non è riportato l'invito della Presidenza ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione, né il parere del Governo, che pure è stato citato dal Presidente, come si può ascoltare nell'audio della seduta.
BUBBICO (PD). Negli atti della seduta non si dà conto dell'invito del Presidente ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione sull'emendamento 6.23, che invece si può ascoltare nell'audio della seduta, mentre viene riportato il presentatore dell'emendamento, che la Presidente non ha citato.
BAIO (PD). Chiede se il verbale della seduta specifichi chiaramente gli emendamenti approvati e quelli respinti durante la fase più concitata dei lavori, il cui filmato è ormai facilmente reperibile su Internet.
PRESIDENTE. Il verbale riporta fedelmente quanto accaduto, ma comunque è sempre possibile chiedere una sua integrazione.
BASTICO (PD). Negli atti della seduta non si dà conto dell'invito del Presidente ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione sull'emendamento 6.308, che invece si può ascoltare grazie ai filmati trasmessi in televisione e reperibili su Internet.
PRESIDENTE. Gli atti della seduta saranno integrati nel senso richiesto.
ANDRIA (PD). Nella registrazione audio della seduta di ieri si può ascoltare l'invito della Presidenza ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione sull'emendamento 6.30, ma ciò non è riportato negli atti della seduta.
PINOTTI (PD). Nel processo verbale non sono riportate alcune espressione rivolte dalla Presidente all'Assemblea, che si possono ascoltare grazie ai filmati reperibili via Internet, e ne chiede pertanto l'integrazione. (Proteste della senatrice Boldi)
PARDI (IdV). Chiede conto dell'utilizzo dei puntini di sospensione nel resoconto delle frasi pronunciate dalla Presidente durante la proclamazione dell'esito di alcune votazioni.
PRESIDENTE. I puntini di sospensione segnalano la difficoltà di comprensione di quanto è stato detto in un momento di grande concitazione.
BIONDELLI (PD). Negli atti della seduta non si dà conto dell'invito del Presidente ad esprimere un voto favorevole, contrario o di astensione sull'emendamento 6.31, che invece si può ascoltare tramite l'audio della seduta.
SOLIANI (PD). Visto che gli atti della seduta devono corrispondere alla registrazione audio-video, chiede che essa sia acquisita al verbale della seduta.
PRESIDENTE. Accoglie il suggerimento della senatrice Soliani, ma per fare ciò occorre una modifica del Regolamento.
MARCENARO (PD). Chiede quando sarà possibile conoscere il testo del processo verbale modificato.
PRESIDENTE. Ricorda che il resoconto stenografico riporta fedelmente quanto accade in Aula.
RUSCONI (PD). Chiede perché non figurino nei resoconti alcune espressioni pronunciate dal senatore Legnini.
PRESIDENTE. Il resoconto verrà integrato in tal senso.
QUAGLIARIELLO (PdL). Chiarisce che, a causa della situazione di concitazione in Assemblea, dopo alcune votazioni non è stato possibile chiedere la controprova.
PRESIDENTE. Gli atti della seduta saranno integrati.
ZANDA (PD). Dalla lettura del Resoconto stenografico della seduta di ieri risulta che l'espressione «è approvato», pronunciata dalla vice presidente Mauro con riferimento all'esito delle votazioni degli emendamenti dell'opposizione, sia stata anticipata da puntini di sospensione, che risultano invece assenti nelle bozze non corrette in corso di seduta: la decisione di apporre questi segni di interpunzione genera ambiguità e desta il sospetto di manomissione della versione definitiva del testo a discapito della veridicità del verbale. Associandosi alla richiesta di integrare il processo verbale nel senso indicato dai colleghi, chiede alla Presidenza di approfondire la questione sollevata e di disporre una modifica del Resoconto che elimini i puntini di sospensione. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Prende atto della richiesta e si farà carico di un approfondimento.
SCANU (PD). Si associa alla richiesta del collega Zanda. Nel caso in cui si acceda alla richiesta del senatore Quagliariello di far emergere nel Resoconto stenografico l'impossibilità oggettiva da parte della maggioranza di richiedere la controprova nella fase più concitata dei lavori, deve anche emergere che durante tutta la seduta di ieri la maggioranza non ha mai richiesto la controprova.
MARCUCCI (PD). Deve emergere chiaramente nel verbale della seduta di ieri che il Governo si è fatto carico dell'impegno a correggere alcuni dei punti più critici del disegno di legge nel Consiglio dei ministri che era convocato per stamattina. (Applausi dal Gruppo PD).
PEDICA (IdV). La decisione di mettere dei puntini di sospensione prima dell'esito della votazione pronunciato dalla vice presidente Mauro desta sconcerto, nonché il sospetto che si sia artatamente modificato il Resoconto per generare ambiguità sull'approvazione degli emendamenti dell'opposizione. Chiede che sia fatta chiarezza sulle ragioni di queste modifiche e su chi le abbia disposte, appellandosi al Presidente in quanto garante della trasparenza dei lavori dell'Aula.
TEDESCO (PD). Il ministro Bossi è arrivato a parlare di manipolazione delle immagini televisive per distorcere la realtà dell'accaduto: è inammissibile che si metta in discussione la veridicità delle registrazioni audiovisive reperibili sul sito del Senato. (Applausi dal GruppoPD). (Commenti dai banchi del PdL).
PRESIDENTE. Si tratta di una questione che esula dalla discussione sul Resoconto stenografico e sul processo verbale. La Presidenza ha recepito le osservazioni formulate sul processo verbale e provvederà a disporre le integrazioni che sono state accolte dalla Presidenza. Chiarisce al senatore Zanda che non vi è stato alcun tentativo di falsificare il Resoconto stenografico della seduta di ieri, ma si è trattato piuttosto di una correzione approntata nella fase successiva di revisione del Resoconto sulla base della testimonianza audio, essendo le bozze non corrette in corso di seduta redatte senza l'ausilio della registrazione. (Applausi dal Gruppo PdL).
ZANDA (PD). Rinnova alla Presidenza l'invito ad accertare le ragioni delle modifiche apportate al Resoconto stenografico.
PRESIDENTE. Si farà carico di approfondire la questione. Se non si fanno osservazioni, il processo verbale, comprensivo delle integrazioni accolte dalla Presidenza, è approvato.
21 dicembre 2010
Il complotto
Ammetto anche: che stare a maciullarmi il fegato leggendo l'evolversi scontato degli eventi (scontata l'approvazione della riforma,non scontato tutto ciò che succederà attorno al Senato dei corrotti) non è proprio una prospettiva felice.
Ammetto inoltre: che essendo stata io una demente, come già scritto su questo blog, ed essendomi rifiutata di andare dal dentista per secoli, questo insomma è ciò che merito.
Lui molto simpatico, mi spiega che la devitalizzazione è proprio la final solution, e che "sì,dalla lastra vedo un'ombra vicino alla polpa,ma potrebbe anche non essere una carie..."
Come potrebbe anche non essere una carie?
Ma lo devo sapere io?!
"...insomma io non ho mai sofferto di mal di denti per fortuna,ma per qualsiasi cosa giovedì puoi tornare!"
Ma sono cose da dire ad una che ha la paranoia galoppante dei dentisti?!E poi cosa vuol dire, facciamo un'otturazione poi si vedrà...??
E' il complotto dentistico di cui anni fa favoleggiava un volto a noi conosciuto, cui non diedi mai peso onestamente. E' un complotto dental-governativo, la lobby dei dentisti e la lobby dei parlamentari e la lobby dei baroni e la lobby delle multinazionali.
E' tutta una lobby.
20 dicembre 2010
19 dicembre 2010
Requiem
Anni annorum fa, il mio liceo si ritrovò un preside fascista.I fascisti triestini hanno una marcia in più,io continuo a sostenerlo imperterrita.
Ebbene Egli - che continua a calcare i migliori palcoscenici dato che ora è dirigente dell'istituto comprensivo di cui fa parte anche la mia scuola elementare- intraprese - appoggiato dalla peggiore porchesia pseudo-intellettuale che pullulava ai tempi il Petrarca- una crociata un pò kitsch sul tema "noi petrarchini semo i più fighi de Trieste" e organizzò una cerimonia per celebrare gli "anta" della scuola presso uno dei teatri cittadini più storicamente in voga.
Poi,siccome lui era un fascista che rompeva i cosiddetti su qualsiasi questione che implicasse il pensarla diversamente dal suo MinCulPop, io e la S. ci presentammo vestite come due pagliacce, che quella era l'epoca del trash e il cappello alla Diane Keaton di mia madre faceva tendenza,così come la mia camicia gialla e la cravatta arancione della mia compare.
Ci sistemarono in un palchetto laterale,qualcuno si era portato le carte, qualcun altro semplicemente la merenda. Una sequela interminabile di bandiere italiane, una sequela interminabile di discorsi. Che poi me lo domando spesso come si faccia ad entrare nell'associazione ex petrarchini.
Infine, Lui.
Siccome noi non siamo il Giulo Cesare e a Trieste dopo Svevo si tende a pensare che di figure importanti non ce ne siano state, venne resumato il Reperto. Ebbene sì.
Ai tempi lavorava per la Bce ma agli albori lui, come noi, era stato un petrarchino.
Che sarebbe stato anche interessante, ascoltare un personaggio di sì tanta esperienza in mezzo a quella triste parata di personaggi anonimi in cerca di un gruppo di appartenenza.Ma sarà che eravamo giovani, sarà che brillavamo troppo grazie ai nostri mille colori ed eravamo poco inclini ad essere rinchiuse in un teatro ad ascoltare le triste svolte a cui può portate la demenza senile precoce, andò a finire che il discorso dell'ormai defunto ci ammazzò.
E fu un pò triste, lo ammetto solo ora, quando l'intera platea studentesca scambiò una sua pausa per la fine del discorso. Il mio cappellino alla Diane Keaton venne lanciato in aria, e scoppiò più di un applauso.
Poi, lui riprese a parlare per un'altra ora, e qui la memoria mi abbandona.
17 dicembre 2010
Let it snow
E si parla di una piazza dei Miracoli nuovamente imbiancata, e dico nuovamente perchè l'anno scorso c'ero e c'eravamo,e cosa sarà mai questa sensazione strana che fa solletico al cuore, e non ci sono risate?
Una saudade all'incontrario, proiettata molto lontano da questa città strana, verso altre città strane,le mie città strane.
Trieste massiccia e allo stesso tempo trasparente, immobile e immutata, rigida e fredda, potrò mai capire perchè ti apri e ti riveli solo d'estate, solo nelle sere di maggio, solo a settembre inoltrato?
Pisa piccola, sempre troppo piccola, sempre soffocante, eppure perchè resti così viva, perchè ogni passo in te è difficile e ogni passo fuori da te prima o poi mi riporta indietro?
Staranzano tu che non ti ho mai amata, ma a volte mi sono confusa nella tua piattezza, in quel mare lagunoso a solo 1 km, i casoni di legno gli anni 50 e il rumore inconfondibile della neve che si adagia sulla ghiaia del cortile di casa, le candele accese, la musica in sottofondo, il verde ormai timido e sparuto della campagna riportato in vita da un bianco altrettanto effimero.
Quel rumore che mi accompagna sempre.
Tuzla tu, la neve, la pioggia il sole,quale sarà mai la differenza, che noi ridiamo piangiamo ci mettiamo in discussione sempre, sotto il tuo cielo, qualsiasi cosa decida di regalarci.Il fumo dei camini, l'odore forte troppo forte del carbone, l'aria pesta inquinata sporca di Tuzla e la neve che cade che sembra sporca anche lei.I colori del cielo inquinato di sera, e quel bianco ancora un pò bianco sulle strade.
E tu, la neve che cade sui canali che si stanno ghiacciando, il silenzio rotto da una luchetto ghiacciato che non vuole saperne di aprirsi, una nevicata- la mia prima là- alle 5 del mattino, a novembre, la neve che ridipinge una città, la città che brama la neve per essere viva.
Una nevicata lunga, una carrellata di città e di sensazioni, la neve era la stessa il mondo e io eravamo già diversi.
16 dicembre 2010
Mobbasta veramente però
permettimi sempre di ricordarti che tu che mi parli di Berlusconi è un pò ridicolo. E' anche lesivo della nostra dignità di persone pensanti, in quanto non stai parlando del tuo Presidente del Consiglio, ma di colui che possiede la casa editrice che ti ha reso quello che ora può permettersi di apostrofare "il movimento degli studenti" (che però non è solo di studenti) dalla prima pagina di quello che disgraziatamente è un notissimo quotidiano italiano.
Permettimi anche di ricordarti caro Roberto Saviano, che il 14 dicembre non è stata la battaglia di Valle Giulia e che disgraziatamente per noi tu non sei Pasolini, e non hai l'autorità morale per metterti a dissertare su qualunque cosa come se tu possedessi la capacità critica di quei grandi ahimè estinti intellettuali italiani che la realtà a volte, riuscivano davvero a comprenderla e a farla comprendere.
Mi piacerebbe pensare che le parole stanno arrivando in tutto il mondo Roberto Saviano, ma tutto il mondo sa che il Presidente del Consiglio italiano va a puttane, e tutto il mondo è comunque orientato verso una concezione dell'università che è quella della linea gelminiana. Noi siamo peggio di molti altri paesi, ma in quei molti altri paesi le cose funzionano meglio perchè il sistema dell'istruzione pubblica è molto più selettivo e là si che l'università è un privilegio.
Io Roberto Saviano a questo non ci voglio arrivare. Non so come e non so con che soldi (anzi, magari coi soldi delle missioni di pace, del ponte sullo stretto, delle mazzette ai parlamentari ecc.ecc.) ma io voglio che la mia università sia pubblica e lo resti.
Parli di battaglia che non possiamo perdere,ma che battaglia stai combattendo tu?
Che battaglie sta combattendo la Guzzanti nazionale, che battaglia sta combattendo il giornale per cui scrivi, sempre pronto a cavalcare le onde più grosse finchè non si infrangono sugli scogli, per poi sparire e riemergere come se niente fosse, come se tutti i pensieri fossero uguali e tutte le lotte si assomigliassero, come se le 10 domande avessero davvero un significato, come se non fossimo davanti allo sfacelo più totale.
Tu dici le nostre parole arriveranno, ma a chi?
Ai deputati e senatori non democrativamente eletti perchè segnalati dai partiti e non scelti dalla gente, a coloro che hanno venduto il posteriore e il proprio voto, a quelli che tutto l'interesse hanno a prendere le distanze da un movimento di critica trasversale e in parte -solo in parte- apartitico?
Gli inflitrati posso avere successo solo se hanno seguito.Mio caro Roberto Saviano, in questi ultimi due giorni in molti prendono le distanze dalla teoria cospirazionista degli infiltrati, perchè purtroppo da che mondo e mondo nessuno movimento accetta di essere svilito in pubblico con l'accusa di non saper gestire un servizio d'ordine come si deve ed evitare che il primo minchia si butti in mezzo a fare casino. C'è anche chi dice che il 14 l'obiettivo era il Parlamento, e là si doveva arrivare, e ciò che è successo è un sintomo di rabbia legittima, e va bene così.
Io sono d'accordo con gli ultimi, ma sinceramente non credo che dai book block di Uniriot si passi a fare bordello indistintamente, che poi la situazione degeneri siamo d'accordo, ma non ci credo che gli infiltrati non ci fossero, ci sono sempre e su questo sono d'accordo con te. Ma non sono d'accordo sai quando dici che hanno successo solo se hanno seguito: stiamo parlando di un'organizzazione che non è casuale, chi decide di inflitrare cortei e movimenti non lo fa con la spensieratezza di chi si fa una passeggiata nei boschi, cerchiamo di essere meno ingenui, tu ci dovresti arrivare.
Se veramente vuoi essere utile e non solo raccattare il consenso del Pd che ti coccola a distanza e ti aspetta al varco, ne sono convinta, vattene anche tu sei tetti di architettura coi ricercatori della rete 29 aprile, vattene anche tu nelle università occupate, tu e la tua scorta Roberto Saviano, altrimenti continua a fare il tuo lavoro, sui cui nessuno mette bocca, e lascia stare le analisi politiche e gli appelli lacrimosi, che di tragicomici spaventati guerrieri ce n'è già abbastanza.
15 dicembre 2010
14 dicembre 2010
Appunti sparsi. Una storia che conosciamo benissimo, ovvero la gestione del dissenso in Italia
(...)la strage è un mezzo che il potere utilizza per creare uno stato di allarme tra la popolazione ed eventualmente intervenire per poter rassicurare questa stessa popolazione. Perchèè un evento truamtico che ha interesse a determinare solo chi detiene il potere, perchè solo chi detiene il potere può padroneggiare gli eventi successivi.Quindi la strage è un mezzo di prevaricazione del potere sulla popolazione."
Vincenzo Vinciguerra, ex ordinovista, attualmente sta scontando un ergastolo per la strage di Peteano
Tra il 21 e il 22 luglio 2001, nella scuola Diaz di Genova, succede qualcosa.
E' successo qualcosa anche nei giorni precedenti, per le strade di Genova. Centinaia di individui vestiti di nero, appartenenti al movimento mai ben identificato chiamato Black Block, riescono a mettere a ferro e fuoco una città intera, nonostante lo spiegamento immenso di forze dell'ordine da tutta Italia che inspiegabilmente sembra più propenso a manganellare 200.000 manifestanti pacifici.Decine di video mostrano gruppetti formati da poche decine di persone dare fuoco alle auto, rompere le vetrine,agire indisturbati senza trovare il minimo ostacolo alla loro furia vandalica.
Tra i media tradizionali c'è grossa confusione, e come al solito prevale un'interpretazione generalista e politicamente orientata che, prima di dare spazio alle mattanze (fortunatamente documentate) dei manifestanti, svilisce la potenza di un movimento variegato in nome delle azioni dei pochi suddetti.
Ma è già l'era del mediattivismo, e Bruno Vespa e la sua pessima cricca non sono gli unici in grado di fare giornalismo. Il media center allestito nel complesso della scuola Diaz, tra cui quello di Indymedia che in quei giorni di caos riesce a dare una visione un pò più completa di quanto accade, sostiene di avere le prove filmate dell'infilitrazione della polizia da parte dei black block...
"Noi pensiamo che la prima parte della nostra azione politica debba essere quella di favorire l'istallazione del caos in tutte le strutture del regime. E' necessario cominciare a minare l'economia dello Stato per giungere a creare confusione in tutto l'apparato legale.
(...)A nostro avviso la prima azione che dobbiamo lanciare è la distruzione delle strutture dello Stato sotto la copertura dell'azione dei comunisti e dei filo-cinesi. Noi, d'altronde, abbiamo già elementi infiltrati in tutti questi gruppi; su di loro dovremo evidentemente adattare la nostra azione: propaganda ed azioni di forza che sembreranno fatte dai nostri avversari comunisti e pressioni sugli individui che centralizzano il potere ad ogni grado. Ciò creerà un sentimento di antipatia verso coloro che minacciano la pace di ciascuno e della nazione; d'altra parte ciò peserà sull'economia nazionale."
Yves Guerin Serac, uomo dai mille nomi, ex membro dell'OAS francese, fondatore dell'Aginter Press di Lisbona, indicato come uno dei mandanti della strage di Piazza Fontana
...ciò che succede dopo, lo sappiamo tutti. Un'irruzione di una violenza inaudita, la distruzione di tutto il materiale presente nel media center, il pestaggio selvaggio di giornalisti e attivisti, il tentativo di farli passare per terroristi seminando bottiglie molotov nell'edificio, è solo l'anticamera dell'onta che sarà poi la caserma di Bolzaneto.
"Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri...(...)le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano."
22 ottobre 2008, Francesco Cossiga
"Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse. "
Curzio Maltese, giornalista, 29 ottobre 2008 (gli scontri di Piazza Navona)
Black Bloc in azione (www.repubblica.it, oggi)
Allora noi dobbiamo veramente credere che oggi ci fossero i black block a Roma?
Dobbiamo farci passare per fessi anche questa volta, dobbiamo credere che gli studenti si siano messi a lanciare sassi alla folla indistintamente?
E' la stessa cosa che assediare un Parlamento che è chiuso in se stesso?
basta cazzate
pezzi di merda che siete.
13 dicembre 2010
12 dicembre 2010
11 dicembre 2010
Scanta bauchi e sveja macachi
La premessa è che io ho da anni l'innata convinzione di essere tutto sommato esente da problemi di salute. Certo reni e gastrite non mi hanno regalato momenti particolarmente gioiosi, ma una serie di astuti provvedimenti limitano di molto il problema.
Quindi io sono sempre stata dell'idea che fosse giusto ascoltare i problemi di salute degli altri (dalla mia ex-ex-ex- coinquilina ipocondriaca ai dolori alle ossa delle vecchiette negli autobus) non avendone io di rilevanti , vista poi anche la sanissima stirpe carnica (che nulla ha a che vedere con la saggezza veneta) da cui discendo, la cui ultima esponente se la spassa-per così dire- nella freschezza dei suoi 104 anni in quel di Paluzza.
Data quindi questa mia (alquanto supponente) convinzione ed una certa reticenza ad esporre le mie magagne corporali ad esseri vestiti di bianco e con guanti in lattice, ho sempre resistito alle pressioni esterne che mi consigliavano di sottoporre a revisione i miei dentini da castoro. Mi sono limitata a fare delle chiacchierate con la mia dottoressa, la quale poverina è sempre più folle (l'ultima volta, quest'estate, invece di ascoltare i miei problemi di nausee da cerotto si è fissata sulla mia imminente partenza per Lisbona).E ho continuato ad ingozzarmi di caramelle (ricordo il felice periodo olandese in cui la mia cena si chiamava Haribo).
Finchè l'illuminazione.Forse dovrei andare dal dentista.
E' seguita una meticolosa ricerca, un felice risultato, un appuntamento per un trapanamento (?) che mi ha tolto almeno mezz'ora di sonno. L'epilogo (in corso) è stato inaspettato. Tutte le mie teorie sulla mia presunta invulnerabilità (manco fossi la figlia di Xena principessa guerriera) sono andate a farsi fottere.
Mi ritrovo al momento con una bomba ad orologeria in bocca, una esse sibilante che rende la mia pronuncia portoghese ancora più ridicola ed un biglietto aereo che probabilmente sarà inutilizzabile. Inoltre, gli ultimi 4 gg di Lisbona 2009, che dovevano essere di festa, saranno probabilmente all'insegna dello stress e del non bevo/non fumo/ non mangio perchè ho paura che la pasta bianca che copre la bomba caschi prima del previsto.Nonchè, e su questo c'è poco da scherzare, un possibile annullamento di un viaggio che aspetto da fine agosto.
Al momento il nome del mio salvatore è ignoto, così come la sua nazionalità. Non sono sicura di voler ripetere l'esperienza portoghese, sia perchè se ti devi esprimere con un tubo in bocca sarebbe confortante utilizzare la tua lingua madre, sia perchè non sono sicura che la dotoura sapesse davvero cosa faceva, dato che mi ha fatto l'anestesia a ripetizione, ogni volta che io emettevo dei mugolii pietosi per esprimere dolore.
Non sono neanche sicura però di voler sborsare o far sborsare ai miei 300 euro per una cosa che in Slovenia e Croazia farebbero per la metà.
Non sono neanche sicura che l'esperienza possa essere diversa da quella portoghese, anche se pare che parlino tutti perfettamente italiano. Dalla parte dei pro, anche la possibilità di un'abbuffata di cevapcici e ajvar dopo l'intervento (si, lo so che non è possibile).
L'unica cosa di cui sono sicura (oltre alla speranza che il dottor Schilder si manifesti in camera mia con un secchio di anestetico) è che avrei dovuto pensarci prima.
Tutto questo, come direbbe la mia nonna parafrasando se stessa, perchè sono un'immensa cretina.
09 dicembre 2010
08 dicembre 2010
Un presente di cariche e interrogativi
quella che diciamo Noi Li sfiduciamo e lei dice si certo,ma perchè li sfiduciamo,
quello che è sempre stato un figlio di papà e chiama bestie gli studenti che il 30 novembre erano in piazza,
quella che parla di Hegel per far sapere a tutti che è intelligente,
quello che mi chiede com'è andata il 30 novembre,
quella che gli risponde Potevamo essere di più,
quella che dice io non c'ero perchè ho avuto problemi di sveglia,
quello che va a occupare le case a Martim Moniz e poi non può perdere la lezione per partecipare ad uno straccio di assemblea,
quello che ha perso comunque la lezione per andarsene in vacanza,
quello che è francese e vuole fare l'università in Italia,
quella che domani va dal dentista e ha un sacco di paura,
quella che andiamo a sentire il fado e si addormenta,
quelli che ascoltano il fado e zittiscono una rumorosa cricca di studenti erasmus,
quelli che gli studenti erasmus eravamo noi,
quello che dice voto con il mio partito ma " se le condizioni dovessero cambiare...",
quelli che non hanno capito chi dovrebbe far cambiare le condizioni,
quelli che fanno la critical mass e vengono picchiati e arrestati,
quelli che fanno la mobilitazione il 12 dicembre,
quelli che ricordano il 12 dicembre,
quelli che fanno un sit-in davanti all'ambasciata italiana di Londra di domenica,
quella che si affida alla vita che chissà dove la porterà,
quelli che si distenderanno sulla strada,
quelli che chissà che giorno che ora che anno è.
05 dicembre 2010
E coi tuoi respiri fai crollare i governi
Siamo al paradossale punto che per liberarci del mafioso dobbiamo sperare nei fascisti e nei democristiani. Oh cielo, le varie categorie si intersecano. E allora in che dobbiamo sperare?
Sarà davvero il 14 dicembre una data storica come il 25 luglio (questa mi è stata scritta)?
E dopo?
Non sono necessariamente pessimista, vorrei solo riflettere sul fatto che anche se il 14 dicembre fosse davvero la fine di Berlusconi, non sarà necessariamente la fine del berlusconismo. Il berlusconismo è ben saldo al potere, ed è ciò per cui negli ultimi mesi si è guardato a Fini come ad un leader di un non meglio precisato partito (i più maligni dicono sia il Pd) che porterà il paese fuori dal pantano.Se il berlusconismo non fosse ancora ben saldo al suo posto (in sala da pranzo, nelle camere da letto, nei salotti di tutta Italia) un coro unanime di pernacchie si sarebbe prontamente indirizzato verso quest'uomo che:
- prima era fascista....poi ha deciso di non esserlo più
- prima considerava gli immigrati semplice forza lavoro(vedi legge Bossi- F....la F per cosa sta?!)
- prima voleva far cadere il governo (non più tardi di un paio di mesi fa) poi ha visto che non gli conveniva
- prima si piazza all'opposizione e poi i suoi uomini votano a favore della riforma Gelmini
E onestamente: la storia d'Italia se ne sta là, quieta e silente, come al solito, ma basta darle un'occhiata per avere forti dubbi su questa presunta svolta che ci attende. Vorrei riconoscere ai movimenti fascisti e neofascisti dagli anni 20 in poi di essere assolutamente più astuti, ammanicati e potenti di qualsiasi altro movimento antagonista.Di aver compromesso, manomesso, di essersi intromessi nella storia di questo Paese tante di quelle volte che non se lo ricordano più neanche loro.
Vorrei aggiungere che per questo io non mi fido e non mi fiderò mai di uno che è stato fascista e poi improvvisamente ha deciso che il nero non gli donava più. Vorrei aggiungere che Fini sarà pure definibile come un politico- intendendo politica quel gioco di strategie che mira ad una conquista della fetta più ampia del potere- e Berlusconi no, ma questo non significa niente.
Pure il buon De Gasperi era un politico, ma non era esattamente un "buon" politico.
E quindi?




