30 agosto 2006

inno ai sardi

Nel mezzo del cammin di terra sardiente
mi ritrovai per una grotta oscura,
caro prezzo il carbon dell'iglesiente,
il mio portafogli riposi con cura.

al di là del mare, codesta gente,
che per studiare si reca in pisa,
in terraferma cambia ambiente,
e stranita urla, tra pianto e risa.

giunge autunno su questo fiume,
sulle cose, triste, si posa come veli,
e come dei piccioni, le odiate piume,
torna in città il sardo senza peli.

ma il giullare si mostra lieto,
di suo strumento, liuto munito,
si emoziona, emana un peto,
e sulle corde non muove dito.

giunge il terzo, agisce tout court,
del trio, di certo, il più normale,
corre via, si nutre di yogurt,
son giunti fili, massi ed ale.

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